Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Domenica 2 maggio
Stamattina c'era un topo morto nel frigo. Un piccolo topo dal pelo marrone, rigido e freddo; era adagiato accanto a mezzo limone spremuto, con le zampette rivolte verso lo scomparto del ghiaccio. L’ultima bottiglia di latte è andata completamente a male e non ce ne sarà più finchè non arriverà Thomas martedì. Ho avvolto il topo in un vecchio strofinaccio a fiori: non credo che alla mamma dispiacerà. Poi l'ho seppellito in giardino sotto i lillà. Cutter, il nostro gatto, se ne stava seduto a guardare, ma dubito che gli interesserà un topo già morto.
L'uomo alla radio ha detto che verrà a trovarmi presto. Ha una voce incantevole; penserò a lui stanotte mentre vado a dormire. Lo immagino con un viso rotondo, folti capelli scuri e occhi castani, come i cugini irlandesi di papà. L'uomo alla radio però non è irlandese: parla con un accento inglese. Spero tanto che arrivi davvero.
Lunedì 3 maggio
Ha piovuto tutto il giorno oggi, quindi non sono potuta andare in giardino a controllare il topo perchè le ruote della mia sedia non sono molto adatte all'erba bagnata. Spero che abbia fatto un buon viaggio verso il paradiso dei topi morti. La pioggia penetra ovunque come se il giardino fosse una grande spugna verde. Cutter non vuole uscire con questo tempo e ha miagolato come un pazzo quando mi sono mangiata una scatoletta di sardine con l'ultimo pezzo di pane; spero che Thomas porti qualcosa di buono domani. L'uomo alla radio era diverso oggi: non mi è piaciuto molto. Continuava a parlare di "progresso" e usava parole come "controllo" e "sfollati". Ho bevuto di nuovo il mio tè nero oggi: immagino che dovrò abituarmici per ora. La pioggia è filtrata in un angolo della mia camera da letto, proprio sopra la vecchia cassettiera; sono riuscita a metterci un vaso sotto per raccoglierla. Fa un rumore sordo, spero che smetta presto di piovere così Cutter potrà uscire. Ha graffiato il retro della porta della cucina, ma sono sicura che papà saprà ripararla.
Stasera è venuto un uomo, ma non era Thomas o l'uomo della radio. È entrato in casa mentre ero in bagno. Sono contenta di aver indossato la camicia da notte. Non so bene cosa volesse, è rimasto lì a fissarmi a lungo. Da allora non ho più visto Cutter e riesco a sentire le sue fusa solo quando chiudo gli occhi.
Martedì 4 maggio
Thomas non è venuto oggi. Ho bevuto il tè nero e ho contato che nella scatola sono rimaste cinquantasette bustine. Ci sono un sacco di verdure e carne in scatola nella dispensa. L'uomo che era venuto ieri è tornato oggi, mentre sonnecchiavo in soggiorno; mi sono svegliata e l'ho trovato che mi fissava con i suoi occhi verdi e teneva il cappuccio dell'impermeabile tirato sulla testa anche se in casa non pioveva. Non ha detto niente, ma aveva uno strano odore: mi ha ricordato la macchina di papà quando cambia l'olio. La radio è rimasta silenziosa oggi, tranne stasera, quando l'uomo ha detto che c'erano delle "trattative" in corso e che dovevamo rimanere "vigili". Non so cosa significhino metà delle parole che sento alla radio.
Mercoledì 5 maggio
Sabato mattina, quando non ho trovato i miei genitori a letto, ho pensato che fossero andati a fare la spesa, forse per prepararmi una sorpresa per il mio sedicesimo compleanno, la prossima settimana. Anche i nostri vicini devono averli accompagnati, perchè non c’è la loro macchina. Thomas passa da loro il giovedì e dal nostro bungalow il martedì. Oggi ho mangiato pomodori in scatola; non so quando torneranno i miei genitori, forse sono andati in vacanza e mi manderanno una cartolina con la foto di una spiaggia o di un gatto. L'uomo con il cappuccio e gli occhi verdi non è venuto oggi, e nemmeno l'uomo della radio.
Ieri sera c'erano grandi sprazzi di colore, sulle colline che vedo dalla finestra della camera dei miei genitori. Non dovrei entrare nella loro stanza, ma nella mia ha piovuto di nuovo. Sono contenta di avere la forza nelle braccia per continuare a muovermi con la mia sedia per le stanze. Le colline erano rosse e viola e la luna sembrava cambiare colore, quando sono cominciati i colpi. Erano così forti che il pavimento tremava; alla radio hanno detto di tenere porte e finestre chiuse, ma così se Cutter torna a casa non potrà più entrare. Ho trovato delle pesche sciroppate in fondo alla dispensa. Erano piuttosto buone, ma non c'era la panna.
Giovedì 6 maggio
Vorrei che i miei genitori tornassero a casa. Papà potrebbe riparare il telefono e la TV: non funzionano più dalla sera prima della loro partenza. La mamma aveva detto che sarebbe andato tutto bene perchè abbiamo la radio, ma non sembrava molto convinta. Sta piovendo di nuovo e mi manca Cutter.
Venerdì 7 maggio
Il lillà è in fiore sotto tutta questa pioggia; credo che il topo si trovi piuttosto bene sotto i fiori. Cutter non è ancora tornato, così ho aperto la porta della cucina e ho provato a chiamarlo, anche se so che dovremmo tenere tutto chiuso.
L'uomo della radio è tornato a farsi sentire, solo che oggi non ha pronunciato molte parole complicate. Ha solo elencato un sacco di numeri, molto lentamente, poi c'è stato un crepitio che mi ha fatto sentire i brividi e la radio è diventata silenziosa. Ho scritto i numeri sul retro del mio diario: sembrano una specie di codice. Forse qualcuno sta cercando di dirci qualcosa, chissà.
Più tardi sono andata nella dispensa e ho trovato una piccola scatola di metallo, dietro la farina. Non ricordo di averla vista prima: sotto c'era un biglietto di carta che diceva: "Non ancora. Prima ascolta". Non riconosco la calligrafia, ma era un po’ svolazzante come quella della mamma. Però non era la sua. Ho rimesso la scatola a posto. Non so chi l'abbia messa lì. Non vedo l'uomo con gli occhi verdi da qualche giorno, ma credo che qualcuno mi stia osservando. Non so se sia una cosa negativa o no.
Sabato 8 maggio
Sono stanca oggi, perchè mi sono svegliata durante la notte quando la radio si è accesa da sola. Emetteva un leggero ronzio, quasi come una canzone, solo con una voce che saliva e scendeva, ma senza le parole. Si è interrotta appena mi sono alzata. Poi ci sono stati altri lampi sulle colline poco dopo le cinque del mattino: questa volta la luce era verde, come il colore dell'erba bagnata, e non c'erano colpi, solo una specie di basso ronzio, come i rumori che ho sentito alla radio.
Credo che qualcuno sia entrato di nuovo in casa. Ho guardato la scatola del tè: ci sono ancora cinquantasette bustine, il che è strano perchè bevo una tazza di tè ogni giorno. C'era un cucchiaino bagnato sullo scolapiatti, ma sono sicura di non averlo lasciato io. La mamma mi ha insegnato a pulire sempre dopo aver sporcato, e anche se non è qui per ricordarmelo tengo comunque tutto in ordine.
Nel pomeriggio, dopo aver mangiato delle patate e un barattolo di pollo, ho provato a decifrare i numeri di ieri. Ho usato l'alfabeto in tanti modi diversi, ma non riesco a capirci niente, da qualsiasi punto di vista lo si guardi. Il biglietto in dispensa diceva "prima ascolta", ed è quello che farò.
Domenica 9 maggio
Cutter è tornato oggi. Stamattina l'ho trovato seduto vicino alla porta della cucina come se niente fosse, ma mi ha guardata come se sapesse qualcosa. Aveva il pelo bagnato, ma non di pioggia, e aveva uno strano odore metallico. L'ho preso in braccio e ha fatto le fusa, ma il suono era diverso e mi ha ricordato i rumori della radio. Ho controllato il suo collare e ho trovato un piccolo rotolo di carta infilato sotto. C'era scritto: "Loro stanno osservando i nostri movimenti. Restate dentro quando la luna gira. Fate tre lampi per segnalare". C'era anche un simbolo incomprensibile: un triangolo con un punto al centro e uno scarabocchio sotto. Non so chi siano "loro" o chi abbia lasciato il messaggio, o dove sia stato Cutter, ma credo che i lampi sulle colline significhino che qualcuno è nelle vicinanze e che sa che sono qui. Potrebbero essere mamma e papà o forse è l'uomo dagli occhi verdi. C'era una torcia nel cassetto della cucina: aspetterò che la luna cambi di nuovo colore. Se Cutter ha ritrovato la strada, forse ci riuscirà anche qualcun altro. Spero davvero che siano mamma e papà.
Lunedì 10 maggio
La torcia ha smesso di funzionare. Non so dove ce ne sia un'altra, forse potrei provare dai vicini. Non sono ancora tornati, ma da sola non riesco a far passare la mia sedia a rotelle dal cancello, perciò sono bloccata qui. Mi preoccupo di cosa succederà se non lampeggio tre volte come indicato nel biglietto; ho comunque messo la torcia sul davanzale della finestra, nel caso qualcuno mi stesse guardando. Così sapranno che ci ho provato.
L'uomo alla radio non ha parlato oggi, c’era solo il solito ronzio. Questa volta era più lento, un po' come una ninna nanna; a Cutter sembrava piacere quel suono. Si è aggirato furtivamente intorno alla mia sedia facendo le fusa e strofinando la testa sulle mie gambe. Ha ancora uno strano odore.
Martedì 11 maggio
È di nuovo martedì, e Thomas non è arrivato nemmeno oggi. Sapevo che non sarebbe arrivato, ma una parte di me ci sperava. Ho trovato un altro biglietto, vicino al vaso per l'acqua piovana che ancora gocciola. Era scritto con la stessa calligrafia del primo e diceva: "Accadrà presto. Sei l'ultimo scambio". Non so cosa significhi. Come posso essere uno scambio? Vorrei che ci fosse qualcuno con cui parlare; il telefono continua a non funzionare e l'uomo alla radio dice sempre meno. Cutter ci sta seduto accanto quasi tutto il giorno, come se stesse ascoltando, aspettando qualcosa. Forse lui sa cosa dovrei fare. Vorrei che potesse parlare e dirmi dove è andato e cosa ha visto.
La corrente elettrica è scomparsa per un attimo questo pomeriggio. Tutto è diventato immobile e silenzioso, persino gli uccelli, e l'aria era strana. Poi le luci si sono riaccese e ho sentito di nuovo il suono, ma questa volta non proveniva dalla radio. Proveniva da sotto le assi del pavimento, come un ronzio di fili o qualcosa che soffia. Lo sento anche adesso. Ho disegnato il simbolo del triangolo sul tavolo della sala da pranzo, per sicurezza. Ho la sensazione che stia per succedere qualcosa, ma non so se sarà un bene o un male. Cutter sembra abbastanza contento, quindi forse non dovrei preoccuparmi.
Mercoledì 12 maggio
Il mio sedicesimo compleanno, ma niente biglietti né torta. Solo io e Cutter, una scatoletta di tonno per lui e un po' di crostata di ciliegie per me.
Una volta la mamma mi disse che sedici anni era un'età speciale. Disse che "a sedici anni il mondo potrebbe iniziare a chiederti di scegliere". Allora non capii, ma forse intendeva proprio questo. Forse sapeva che le cose sarebbero cambiate.
Quando sono andata in dispensa ho trovato una piccola scatola sul ripiano inferiore che, lo so per certo, ieri non c'era. Dentro c'era una chiave d'ottone attaccata a un disco di legno con il numero sedici inciso e una piccola bussola con il quadrante di vetro rotto. Attorno alla chiave c'era una striscia di carta con la scritta: "Porta in basso. Gira a sinistra. Continua finchè il segnale non ti trova".
Un odore di fumo di legna riempì la dispensa. Cutter mi stava osservando e mi saltò in grembo, come se volesse dirmi qualcosa, ma i gatti non parlano. Mi alzai dalla sedia e trovai un angolo del linoleum che spuntava in fondo a uno dei ripiani della dispensa. Riuscii a sollevarlo, e sotto c'era una piccola botola di legno con una serratura. Non avevo idea che esistesse, mamma e papà non me l'avevano mai detto. La chiave di ottone entrava. Ero preoccupata di cosa sarebbe successo se avessi provato ad aprirla. All'inizio la chiave si incastrò nella serratura, ma poi girò e la porta si aprì.
Ma non ci sono entrata. Mi sono semplicemente seduta sul pavimento della dispensa a guardare Cutter che mi osservava sulla soglia; nessuno di noi due ha battuto ciglio, poi mi è passato davanti ed è saltato giù nel buco. Non sono riuscita a fermarlo. Gli ho urlato dietro, ma non si è sentito alcun suono, solo il ronzio e l'odore di fumo.
Il colore della luna è cambiato: ora splende di un verde brillante. È così luminoso che non riesco a vedere bene, e tutto il giardino sembra un'unica grande massa verde. I fiori di lillà sono tutti scomparsi e gli uccelli improvvisamente sono silenziosi. Ho pensato al topo e poi a Cutter, il che mi ha resa triste. So di essere sola in casa e non credo che Cutter tornerà questa volta. Non so dove siano mamma e papà. Non ho ricevuto nessuna cartolina e Thomas non è stato qui o dai vicini. Persino lo strano uomo non è più tornato.
Questa sera, l'uomo alla radio ha finalmente parlato di nuovo. Era quello che aveva promesso di venire a trovarmi, ma non l’ha mai fatto. La sua voce suonava stanca e gentile. Ha detto: "Grazie, Soggetto 16. Ora è tutto pronto. Procedi pure".
Penso che questo sia ciò che la mamma intendeva quando parlava di scelte. Non so se sono il soggetto 16, ma qui ci sono solo io e non c'è nessun altro che possa scegliere per me.
Scriverò quest'ultima parte nel caso in cui un giorno qualcuno trovasse il mio diario.
Mi chiamo Daisy Crowling. Ho sedici anni. I miei genitori se ne sono andati il 1 maggio. Penso che il mondo sia andato in pezzi, ma qualcosa o qualcuno si muove ancora tra i campi e le colline. O forse è solo speranza. Non posso portare la mia sedia a rotelle con me, ma ora entrerò nella botola. Se stai leggendo questo, sappi che non sei solo.
*** Moltissimi anni dopo ***
All'interno del History London Museum un piccolo gruppo di adolescenti segue la loro guida.
"Ora, qui, in questa teca di vetro, vedrete il diario della signorina Daisy Crowling. È straordinariamente ben conservato. Daisy aveva sedici anni al momento della Disconnessione, ed era sola in un bungalow di campagna, fisicamente limitata da una patologia spinale. Tenne questo diario dal 2 al 12 maggio, durante quello che oggi chiamiamo il Passaggio Verde. È l'unico resoconto civile di prima mano che abbiamo di quegli ultimi giorni prima del completamento della Sequenza del Passaggio."
"È sopravvissuta?" chiede uno del gruppo.
"Non lo sappiamo. Il diario termina il giorno in cui lei passò attraverso la botola. A tutt'oggi, nessuno ha decifrato completamente i messaggi che ricevette. Alcuni credono che Daisy fosse una trasmittente, o una sorta di faro per qualcosa. È rimasto un mistero per molti, molti anni. Come tutti saprete, Daisy concluse il suo scritto con le parole: "Se leggete questo, non siete soli". Ecco perchè è così importante ed è per questo che siete qui oggi. In un'epoca in cui tutto finiva, scelse di lasciare un messaggio di connessione. Forse era l'ultima del suo mondo. O forse era la prima del nostro."
"E Cutter? Era reale?"
"Oh sì. Abbiamo il pezzo di carta trovato sotto il suo collare. È nella prossima teca, insieme alla radio. Seguitemi tutti da questa parte."